Vinicio Capossela infiamma Piazza del Campo
Uno dei migliori artisti italiani in circolazione, Vinicio Capossela, ha animato uno dei luoghi più belli d’Italia e del mondo, la Piazza del Campo di Siena, con il concerto conclusivo dell’ottava edizione del festival “La città aromatica“.
Erano oltre ventimila ad applaudire il cantautore, che ha ospitato nel corso del concerto il trio medioevale La chambre du roy Renè, mentre alla fine c’è stato spazio per un duetto a sorpresa con Mauro Pagani, storico direttore artistico della manifestazione, figura di primissimo piano della musica italiana, dalla militanza nella Pfm ai dischi solisti fino alle produzioni eccellenti (tutti ricordano quelle per Fabrizio De Andrè).
Capossela ha proposto tanti pezzi inediti proposti durante lo spettacolo creato appositamente per omaggiare la città di Siena. L’artista - che questa estate non era in tournée - ha “inventato” una serata dai sapori rinascimentali e ha spaziato nel suo repertorio salendo sul palco avvolto da una pelliccia sulle note di “Brucia Troia“, “Marajà” e “Contrada Chiavicone” fino poi a indossare una camicia rinascimentale per composizioni tratte da “Fuggite, amanti, amor“, il progetto dedicato alle “Rime” di Michelangelo musicate da Capossela.
«Dal sonetto rinascimentale alla ballata popolare – ha dichiarato Vinicio Capossela – in questo concerto ho voluto offrire una sorta di giostra emozionale per rendere omaggio alle tante suggestioni che offre l’abbraccio straordinario di Piazza del Campo».
Non sono mancate le “Canzoni della Cupa“, composizioni di matrice popolare-rurale e Capossela si è perfino divertito a cambiare in chiave senese le parole dei suoi pezzi come ad esempio in “Ranchera” dove nel finale ha citato i grandi vini di questa terra come il Brunello, il Chianti, la Vernaccia. Il trascinante crescendo che ha proposto da “Ultimo amore” a “Signora luna” fino a “L’uomo vivo“, si è chiuso con un’originalissima presentazione della band sulle note di “Al Colosseo” che ha visto l’artista indossare l’elmo di centurione romano e chiedere al pubblico grazia o pena per ciascun musicista.
Gli immancabili bis hanno visto eseguire prima “Ovunque proteggi“, e successivamente la sorpresa finale: Capossela ha infatti invitato Pagani a duettare con il violino (li vediamo nel video) sulle note di “Camminante” per poi chiudere insieme all’insegna dell’allegria con “I Maccheroni” (”U nanacche gigi”), ballata popolare scritta da Matteo Salvatore. Con Capossela c’erano anche i musicisti Zeno De Rossi (tamburi), Glauco Zuppiroli (contrabbasso), Vincenzo Vasi (theremin, campioni), Alessandro “Asso” Stefana (chitarre) e Eusebio Martinelli (trombe).










Loading ...










