The Bastard Sons of Dioniso: intervista
Che fine hanno fatto i Bastard Sons of Dioniso durante l’estate? Sono stati in pista eccome. Concerti live ma soprattutto un disco da realizzare. Un lavoro intenso che li ha visti impegnati a “divertirsi” con la loro musica ma anche a mettere quanto di più vero ci sia nei brani dell’album “In stasi perpetua” uscito il 23 ottobre.
Soddisfatti ragazzi?
Jacopo “Moltissimo. Abbiamo passato un’estate impegnativa tra concerti e registrazioni dell’album insieme a Gaudi. Però siamo molto felici del risultato perchè rispecchia in pieno le nostre idee e le nostre scelte sia a livello compositivo che di testi e copertina. E poi è una gran bella soddisfazione fare queste interviste. Sapere che c’è chi si aspetta una nostra dichiarazione. Speriamo che l’album piaccia!”
Ora che è passato del tempo, pensate che X-Factor sia stato davvero importante per voi?
Federico “Tantissimo. Ci ha aiutati a migliorare la qualità del canto. E’ stato un vero e proprio allenamento che ci ha visti migliorare dalla prima all’ultima puntata. Lo abbiamo visto noi ma ce lo hanno detto in molti. E poi anche lavorando al nuovo album abbiamo notato un approcio diverso dal punto di vista delle armonizzazioni. Adesso succedono cose che prima non accadevano. Magari il lavoro è lo stesso ma lo viviamo diversamente. E’ un modus operandi diverso”
E Gaudi?
Federico “L’abbiamo voluto fortemente perchè c’è stato subito un rapporto umano. Mi ricordo che dopo aver superato la prima puntata gli abbiamo dato un demo con due pezzi. Uno è diventato poi “L’amor carnale” e l’altro era “Io non compro più speranza”. Volevamo un parere esperto, lui era una delle prime persone di spicco che conoscevamo. E lui dopo averlo ascoltato ci ha detto “è una bomba”. Ci ha fatto un gran piacere e abbiamo subito lavorato bene. E cosi lo abbiamo voluto per “In stasi perpetua”
Jacopo: “Lui ci ha seguito molto in studio di registrazione. Prima quando eravamo soli noi tre era sempre più complicato e nascevano più divergenze. Gaudi invece ha fatto da supervisore su tutto e quindi ci ha guidati nel lavoro. Si è preso il compito di decidere. Con lui poi abbiamo sperimentato molto senza scendere a compromessi però. E’ stato un lavoro naturale. Molti pezzi sono rimasti come li abbiamo scritti e siamo contenti per questo”.
Quanto ci avete lavorato?
Michele: “due mesi di lavoro 10 ore al giorno. Alzarsi per andare in studio al mattino è stato fantastico. Quello che abbiamo sempre sognato”
E il rapporto con la fama?
Federico: “Ma sai noi vediamo la stessa gente di prima e frequentiamo gli stessi posti. C’è più curiosità da parte degli altri ma non è cambiato niente a parte che non lavoro più in falegnameria”
Jacopo: “Prima era la televisione che creava seguito. Ora la situazione si è tranqullizzata e siamo felici”
Il disco piace a chi vi conosceva già?
Jacopo: “Io sono troppo felice perchè piace alla mia nonna! La famiglia ci ha visto per quello che siamo. Hanno capito che ci piace suonare. Non me lo sarei mai aspettato”
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Mer 28/10/2009 da Assunta Corbo in In Stasi Perpetua, The Bastard Sons Of Dioniso





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