Simone Cristicchi: testo de “L’ultimo valzer”, Premio Mogol 2010
Simone Cristicchi, che noi abbiamo avuto il piacere di intervistare tempo fa, è davvero in un momento idilliaco della sua carriera. Riconoscimenti da parte del pubblico che lo apprezza e ora anche il Premio Mogol ricevuto in ex aequo con Edoardo Bennato. Il premio è stato assegnato al cantautore per il brano “L’ultimo valzer“, un pezzo inserito nel suo album “Grand Hotel Cristicchi” e che parla proprio dell’ultimo ballo che si concedono due persone anziane: la signora Lucia e il suo compagno. Un pezzo molto intenso che ha convinto la giuria. Di seguito vi proponiamo il testo del brano. Qui sopra, invece l’esibizione di Cristicchi.
Simone Cristicchi si dice molto orgoglioso del premio Mogol ricevuto per il suo brano “L’ultimo Valzer”: “Il riconoscimento ricevuto da Mogol e dalla giuria del Premio Mogol è motivo di grande orgoglio per me, soprattutto perché il premio è andato ancora una volta ad un testo dove i protagonisti sono i miei “Santi silenziosi”. Mi piace dare la parola a chi viene “gentilmente” parcheggiato nell’ombra, a chi viene scansato, evitato, emarginato. Il premio a “L’Ultimo Valzer” è quindi una loro vittoria verso un mondo velocemente immobile, che dimentica troppo spesso gli indifesi: i bambini e gli anziani. E proprio quell’ultimo valzer della signora Lucia e il suo compagno, ha il sapore di una rivincita, un amore inaspettato, quello che può nascere nella terza età, in cui si riaccende un magico lampo di vita” ha diffuso in una nota stampa Simone.
Il Premio Mogol “Le Parole più Belle”, ideato dall’Assessorato Istruzione e Cultura della Valle D’Aosta in collaborazione con il maestro Mogol, quest’anno ha avuto in giuria Dori Ghezzi, presidente della Fondazione Fabrizio De André Onlus e i giornalisti e critici musicali Gino Castaldo e Dario Salvatori. La motivazione con cui la giuria ha premiato il brano di Cristicchi recita “che l’artista con forma garbata evidenzia le condizioni ghettizzanti che devono subire molte persone anziane… a causa del decadimento fisico naturale vengono erroneamente ritenute poco lucide o inaffidabili. Una vera forma di razzismo tranquillamente accettata da una società confusa.
Questo il testo del brano.
L’ultimo valzer
Simone Cristicchi
Sulla strada provinciale, superato il grande Centro Commerciale
poco fuori dal quartiere popolare, mi hanno parcheggiato qui.
Io se la memoria è ancora a posto, arrivai di pomeriggio il 7 agosto,
non ricordo, ma probabilmente era un venerdì…
Le pasticche per il cuore, per la tosse e il raffreddore,
niente dolci col diabete, le pantofole imbottite
Senza tante discussioni ora vivo qui in Via dai Coglioni!
Dentro la mia stanza, sopra il comodino, accanto al lavandino
immerso in un bicchiere d’acqua galleggia il mio sorriso
l’aria che respiro sa di mele cotte, di disinfettante,
di scuregge abbandonate di notte dal mio vicino, e poi
Scala, Briscola e Scopone, partite a bocce se c’è sole
se piove passi le giornate incollato alla televisione
Per fortuna una bellissima signora è proprio qui, accanto a me
Le dispiace se solo stasera ci diamo del “tu”…
se balliamo abbracciati fin quando non ce la fa più,
su questa musica di tanto tempo fa, il cuore batte più forte nel petto
saranno i by-pass…ogni nota accarezza le rughe della nostra età.
E’ la notte di Natale, in questo posto non si sta poi così male
dopo cena ci hanno dato pure un pezzettino di panettone,
Mario ha la padella piena, Ferdinando tocca il culo all’infermiera
Aldo era un vecchio partigiano e se n’è andato ieri sera
e tu prendimi per scemo, ma io sono vivo e tremo,
alza l’apparecchio per sentirmi, sto per dirti che ti amo!
A quest’ora tutti dormono, solo io e Lei ci siamo svegliati.
Le dispiace se solo stasera la chiamo Lucia…
se la prendo per mano e proviamo ad andarcene via
e già mi immagino quando la sposerò, e faremo la lista di nozze in una farmacia
mi conceda quest’ultimo valzer, signora Lucia.
Su questa musica di troppo tempo fa, il cuore batte più forte, tutt’altro che un’anomalia
ricomincia stanotte in un valzer la vita mia.











Loading ...











Commenti (1)
Letta così non sembra granchè, ma vi garantisco che ascoltata da Simone in diretta era un vero capolavoro in poche righe, nel difficile equilibrio fra ironia e melanconia. Cristicchi è un grande artista.