Sanremo 2010: Jacopo Ratini, il testo di “Su questa panchina”

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Jacopo Ratini, ventisettenne romano, cantautore, scrittore di poesie e racconti brevi, laureato in Psicologia, porta in giro le sue canzoni esibendosi nei più importanti locali della capitale. Riceve diversi riconoscimenti tra cui il Premio Lunezia 2009 come miglior artista emergente. Da SanremoLab 2009, che vince insieme a Romeus, arriva sul palco dell’Ariston dove presenterà il suo brano “Su questa panchina”. Dopo il festival verrà pubblicato anche il suo debut album.

Su questa panchina
Il mondo canta storie che parlano d’orrore noi non lo ascolteremo
Il mondo fa la guerra noi tutti giù per terra giocheremo a biglie
Dipingimi la faccia coi colori dell’arcobaleno sorridi ancora perchè il tuo sorriso porterà il sereno
Ci conosciamo ci siamo detti ti amo e non è successo nulla di strano
Questa paura di amare che ci gira intorno è solo una bugia per non guardarsi dentro
Ora siam di nuovo qua come qualche anno fa su questa panchina
Il mondo canta storie che parlano d’orrore noi non lo ascolteremo
Il mondo fa la guerra noi tutti giù per terra giocheremo a biglie
Ora siam di nuovo qua come qualche anno fa su questa panchina
E guardo gli occhi tuoi perchè negli occhi tuoi si vede il cielo
E basta un tuo sorriso che mi sento già così sereno
Oggi partiamo oggi voliamo e mano nella mano andiamo lontano
Questa paura di stare bene insieme è una bugia degli uomini per non soffrire
Ora siam di nuovo qua come qualche anno fa su questa panchina
Il mondo canta storie che parlano d’orrore noi non lo ascolteremo
Il mondo fa la guerra noi tutti giù per terra giocheremo a biglie
Il mondo canta storie che parlano d’orrore noi non lo ascolteremo
Il mondo fa la guerra noi tutti giù per terra giocheremo a biglie
Ho voglia di scrivere ancora una lettera come non si fa più
Ho voglia di leggere ancora una favola come non si fa più
Ho voglia di riavere cose di un tempo che non tornano più
Ho voglia di avere qualcosa che ho perso che ho perso
Il mondo canta storie che parlano d’orrore noi non lo ascolterem

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