Pink Floyd: gli album più belli e i migliori singoli secondo Music Room
I Pink Floyd hanno fatto la storia della musica rock, nel corso della loro trentennale carriera hanno pubblicato 26 album (14 in studio), collezionato successi su successi e da poco hanno annunciato la ristampa dell’intero catalogo in CD, DVD e Blu-Ray in uscita dal 26 settembre con l’emblematico titolo “Why Pink Floyd … ?”. La rock band britannica si è formata a Londra nel 1965 quando il cantante e chitarrista Roger Keith “Syd” Barrett (sostituito nel 1968 dal chitarrista David Jon “Dave” Gilmour), il bassista George Roger Waters, il batterista Nicholas Berkeley “Nick” Mason e il tastierista Richard William “Rick” Wright hanno deciso di iniziare a cantare insieme come The Pink Floyd, dall’unione dei nomi di due bluesman Pink Anderson e Floyd Council. Dopo il salto una carrellata con gli album più belli e i migliori singoli dei Pink Floyd secondo Music Room.
Come già precisato per le canzoni più belle di Biagio Antonacci è molto difficile stabilire quale sia l’album più bello e il miglior singolo di sempre dei Pink Floyd, la scelta è ardua e per questo Music Room ve ne propone alcuni per scoprire poi i vostri preferiti.
The Dark Side of the Moon
Da molti è indicato come l’album più bello non solo dei Pink Floyd ma dell’intera storia del rock. The Dark Side Of The Moon, pubblicato nel 1973, è stato il disco con cui la band britannica si è affermata a livello mondiale ed è stato inserito da Rolling Stone al 43º posto della classifica dei 500 migliori album. Recentemente l’album ha anche vinto il premio come “miglior copertina di tutti i tempi” grazie al fascino del prisma colpito da un raggio di luce bianca realizzato da George Hardie. Tracklist: Speak to Me, Breathe, On the Run, Time + Breathe (Reprise), The Great Gig in the Sky, Money, Us and Them, Any Colour You Like, Brain Damage, Eclipse.
The Wall
The Wall, undicesimo disco registrato in studio dalla band inglese, è stato pubblicato come doppio album nel ’79 ed è un’opera rock incentrata sulla storia di Pink, un artista che a causa di una serie di traumi psicologici infantili si è costruito “un muro” mentale (The Wall, appunto) dietro cui si isola. Il disco, che è diventato anche un film diretto da Alan Parker, si è piazzato all’87° posto della lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone. Tra i brani si passa dalla rabbia di One of My Turns alla ballata Nobody Home, alle scene di guerra evocate da The Happiest Days Of Our Lives fino ai messaggi subliminali di Empty Spaces. E poi ancora Hey you, Another Brick in the Wall.
Wish You Were Here
È il nono album in studio dei Pink Floyd: pubblicato nel 1975 è ricco di effetti sonori e di sintetizzatori, ed esplora i temi dell’assenza, dell’industria musicale (in brani come Welcome to the Machine, Have a Cigar) e del declino mentale di Syd Barrett, ex membro della band a cui è stata dedicata la canzone-tributo Shine On. Wish You Were Here, al 209° posto della classifica dei 500 migliori album secondo Rolling Stone, è l’album preferito da Richard Wright e David Gilmour.
The Piper at the Gates of Dawn
L’album d’esordio dei Pink Floyd pubblicato dalla formazione originale con Syd Barrett, è stato piazzato da Rolling Stone al 347° posto nella lista dei 500 migliori album ed è considerato il primo esempio di musica psichedelica britannica con i suoi testi bizzarri che spaziano fra temi astronomici, fantastici, fiabeschi e grotteschi, accompagnati da passaggi strumentali psichedelici. Prodotto da Norman Smith, membro della EMI che aveva già lavorato con i Beatles, l’album si piazzò al 6º posto delle classifiche inglesi nel 1967. Tra i singoli migliori Astronomy Domine e Bike.
Animals
Pubblicato nel 1977 Animals è uno degli album che ha consegnato i quattro cantanti inglese alla storia del rock. Si tratta del terzo concept album dei Pink Floyd, dopo The Dark Side of the Moon e Wish You Were Here, ed è una feroce critica alle condizioni socio-politiche del Regno Unito degli anni ’70 che parte già dalla copertina dell’album (disegnata da Waters) raffigurante un maiale che vola fra le ciminiere della centrale elettrica londinese Battersea Power Station. La tematica, idealizzata da Waters, è basata sul romanzo di George Orwell La fattoria degli animali, per questo nei testi le classi sociali vengono descritte come differenti specie di animali: i cani aggressivi sono i rappresentanti della legge, i maiali, dispotici e spietati, rappresentano i politici e la “mandria insana e cieca” le pecore. L’album ebbe un grandissimo successo: arrivò 2° nelle classifiche inglesi e 3° nella Billboard 200.
Atom Heart Mother
È l’album, il quinto della carriera, con cui i Pink Floyd raggiungono la maturità e abbandonano l’immagine di rock spaziale psichedelico dei lavori precedenti per avviarsi verso un rock progressivo più maturo. Il titolo è stato ispirato dalla suggestiva notizia di una donna con un pace-maker atomico in attesa di un bambino letta su un giornale. La tracklist si compone di cinque brani: Atom Heart Mother, Alan’s Psychedelic Breakfast, e i grandi successi If, scritto e interpretato da Waters, Summer ’68 di Richard Wright (una critica allo stile di vita rock and roll) e Fat Old Sun, il pezzo di Gilmour che sarà una delle canzoni centrali degli show della band dei due anni successivi alla pubblicazione (1970).
Meddle
Pubblicato nel 1971 l’album Meddle viene apprezzato soprattutto per i due brani che lo aprono e chiudono: One of These Days, in cui spiccano il basso di Waters e la chitarra di Gilmour (la canzone è anche la sigla della rubrica sportiva Dribbling), e la splendida suite Echoes, con il suo incedere epico e gli intermezzi funky. Impossibile non ricordare Fearless, sia per il testo che per l’inserimento del coro dei tifosi del Liverpool (You’ll Never Walk Alone).
The Division Bell
Pubblicato nel 1994, a sette anni di distanza dal loro ultimo lavoro discografico (A Momentary Lapse of Reason) The Division Bell è un altro album studio dei Pink Floyd che ha riscosso notevole successo: oltre 12 milioni di copie vendute nel mondo per questo progetto riconosciuto da più parti come uno dei migliori album del gruppo inglese e che ha visto la partecipazione di solo tre membri della formazione originaria, Gilmour, Wright e Mason (Waters aveva abbandonato la band nel 1984). Tema portante di The Division Bell è l’incomunicabilità tra gli individui e in molti testi Gilmour esterna le sue frustrazioni e i suoi sentimenti nei confronti degli ex componenti della band: tante le frecciatine a Waters (in Lost for words) e qualche accenno a Barrett (in Poles Apart). Tra i brani più belli Marooned, Keep Talking e High Hopes.
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Ven 27/05/2011 da Laura Alfano



















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Ma come non citare THE FINAL CUT!!! Uno degli album piu belli in assoluto !
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