Pagelle Sanremo 2012, quarta serata: Noemi e Arisa le più convincenti

Pagelle Sanremo 2012, quarta serata: Noemi e Arisa le più convincenti
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Noemi e Gaetano Curreri a Sanremo 2012

Penultimo appuntamento con le pagelle di Sanremo 2012: la quarta serata, dedicata ai duetti dei Big e alla finale dei Giovani, è stata un successo, per cui vedrete tantissimi voti alti e ben poche insufficienze.
Le accoppiate Noemi-Curreri ed Arisa-Giovanardi sono state per me le più convincenti o per lo meno quelle che hanno saputo sfruttare al meglio la possibilità di offrire una libera interpretazione del loro brano sanremese.
Tra i giovani ha vinto Alessandro Casillo, meno ‘coraggioso’ di Marco Guazzone ed Erica Mou ma non proprio da buttare dal punto di vista melodico. Il ragazzo si farà.

Pagelle duetti degli Artisti

Noemi e Gaetano Curreri – Sono solo parole: dopo aver visto giovedì sera tanti duetti ‘ad minchiam’, la serata di ieri è stata invece inaugurata da un abbinamento perfetto tra la graffiante voce di una sempre più convincente Noemi e la navigata eleganza di Gaetano Curreri degli Stadio. Stasera la voglio almeno sul podio! Voto: 8.

Pierdavide Carone-Lucio Dalla e Gianluca Grignani – Nanì: bravo Grignani a dare quel tocco in più al brano senza intervenire in maniera troppo invasiva, ma portando l’esperienza di uno che ha esordito a Sanremo ben 17 anni fa. Carone e persino Dalla si adeguano volentieri. Voto: 6,5.

Dolcenera e Max Gazzé – Ci vediamo a casa: all’80% è la versione solista di Dolcenera, il buon Max Gazzé si limita all’essenziale partecipando al ritornello e tenendosi una strofa tutta per se solo verso la fine del brano. Forse lui non ha tutto ‘sto bisogno di trovar casa! Voto: 6.

Gigi D’Alessio-Loredana Berté e Fargetta: con l’apporto di uno dei più famosi dj italiani e supportati da uno scatenatissimo corpo di ballo, hanno trasformato il palco dell’Ariston in una colorata dancehall, portando una fresca ventata di allegria sul Festival. Magnifico Gigi D’Alessio in versione Village People, polemiche per l’evidente playback. Voto: 7.

Chiara Civello e Francesca Michielin – Al posto del mondo: l’ancora acerba (ma talentuosa) vincitrice di X Factor 5 non salva la Civello dall’eliminazione ma l’esperienza le è comunque servita per ‘assaggiare’ l’atmosfera del Festival di Sanremo. L’anno prossimo la vedremo in gara. Voto: 5,5.

Samuele Bersani e Paolo Rossi – Un pallone: ovviamente il comico milanese non è la miglior spalla possibile a livello vocale, ma ha saputo adeguare la sua mimica alle esigenze del brano risultando alla fine convincente. Voto: 6,5.

Eugenio Finardi e Peppe Servillo – E tu lo chiami Dio: Finardi si sta dimostrando un diesel, visto quanto è cresciuto (soprattutto come convinzione) dalla prima serata. Peppe Servillo, che qui a Sanremo ha già vinto con gli Avion Travel, lo supporta alla perfezione e alla fine il duetto risulta tra i più intensi della serata. Voto: 7.

Nina Zilli e Giuliano Palma feat. Fabrizio Bosso – Per sempre: un terzetto d’eccezione che esalta ancora di più questa bellissima canzone. Nina e Giuliano sanno già come si fa, Bosso ci aggiunge il tocco di classe di uno dei più grandi trombettisti contemporanei. La miscela è quasi perfetta! Voto: 7,5.

Arisa e Mauro Ermanno Giovanardi feat. Mauro Pagani – La notte: ieri sera mi sono sbilanciato indicando in Arisa la mia personale favorita per la finale di stasera. Non so quanto potrà opporsi contro lo strapotere al televoto di Emma, ma il duetto con l’ex La Crus (supportato dal magico violino di Pagani) ha confermato per l’ennesima volta la strabiliante crescita di questa eccezionale interprete. Voto: 8.

Emma e Alessandra Amoroso – Non è l’inferno: già due anni fa la Amoroso ha portato fortuna a Valerio Scanu, duettando con lui la sera prima del trionfo finale. Quest’anno la storia potrebbe ripetersi con Emma, indicata sempre più favorita dai bookmakers nonostante il suo brano continui a ricevere giudizi contrastanti. Il duetto di ieri sera? Senza squilli. Voto: 6.

Matia Bazar e Platinette – Sei tu: curiosa la scelta dei Matia Bazar di duettare sul palco con una Platinette in versione ‘plain’, che ovviamente dal punto di vista musicale non ha tolto né aggiunto nulla a questo insipido brano, attirando però ugualmente l’interesse del pubblico per l’inedita seriosità con cui ha recitato la sua parte. Voto: 6.

Francesco Renga e Scala & Kolacny Brothers – La mia bellezza: diciamola tutta, è stato uno dei pochi duetti che a mio avviso ha peggiorato l’originale. Le Scala & Kolacny Brothers vengono definite il più famoso coro rock del mondo: a me sono sembrate più vicine al Coro Antoniano dello Zecchino d’Oro, o forse più semplicemente non erano adatte a supportare questo tipo di brano. Voto: 5,5 (ma Renga stasera si piazza).

Pagelle finale dei Giovani

Alessandro Casillo – E’ vero (che ci sei): è nato nel 1996 ed ha già vinto il Festival di Sanremo, seppur nella sezione Giovani! Molti lo stanno denigrando, io non mi accodo al coro di critiche avendo individuato in questo ragazzo, pur tra mille inevitabili difetti ancora da limare, il talento necessario per diventare qualcuno. E la sua canzone è sufficientemente godibile. Voto: 6,5.

Iohosemprevoglia – Incredibile: continuo a non apprezzarli. Fanno un pop anonimo che li farà passare qualche volta in radio nelle prossime settimane ma che alla lunga non li porterà molto lontano, come già capitato a mille altre band di questo tipo capitate dalle parti dell’Ariston. Voto: 5.

Marco Guazzone – Guasto: il più coraggioso, dopo la maltrattata Celeste Gaia, dei Giovani in gara. Propone un pop non convenzionale, forse nella strofa un po’ troppo vicino allo stile di Tricarico, ed è già un miracolo che l’abbiano fatto arrivare in finale. Poi non poteva pretendere di più. Voto: 7,5.

Erica Mou – Nella vasca da bagno del tempo: pensavo che l’ultimo prodotto di Caterina Caselli potesse vincere la gara, ma ha dovuto accontentarsi (si fa per dire) del premio della Critica. Ha confermato comunque anche ieri sera il suo talento, ora la sua mentore saprà indirizzarla al meglio nel mainstream musicale. Voto: 7.

Pagelle presentatori ed ospiti

Gianni Morandi: mezzo voto in più del solito perché ha finalmente capito il suo vero ruolo, fare da spalla a Rocco Papaleo. Voto: 6,5.

Rocco Papaleo: ha sempre lo sguardo di un alieno appena sbarcato sulla Terra dalla sua astronave, ma convince anche ieri sera offrendo alla platea divertenti gag e gustosi siparietti musicali. Voto: 7.

Ivana Mrazova: non pervenuta. Voto: 3 (come le volte che è salita sul palco).

Sabrina Ferilli: la matrona romana concede una versione rivisitata di ‘Roma non far la stupida stasera’ da far rivoltare nella tomba Renato Rascel e una tediosissima intervista di cui si poteva fare tranquillamente a meno. Voto: 5.

Alessandro Siani: battutacce d’avanspettacolo in salsa partenopea. Fa ridere una volta su 10 ma il pubblico dell’Ariston è sembrato divertirsi un mondo, per cui non oso criticarlo più di tanto. Voto: 6.

One Direction: una sola direzione. La porta, per favore. (Battuta copiata da Ernesto Assante di Repubblica.it, mi perdoni l’autore). Voto: 8 (ad Assante).

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Sab 18/02/2012 da

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Magilla 18 febbraio 2012 15:13

PAZZESCO!….concordo quasi tutto!…l’eccezione è sicuramente zilli/depalma….lui ha fatto una fatica boia…voleva raggiungere delle note per lui improponibili….spesso è volentieri per gli sforzi perdeva il testo…..un po’ troppo alto il voto dei matia….platinette è stato patetico,prima durante e dopo la canzone….mentre secondo me doveva essere piu alto il voto per renga…per me un bel 7 pieno!
PS : gli unici a fare una versione diversa dall’originale sono stati berte’ & Co,renga e i matia….altrimenti che senso ha la serata?

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Sara 14 maggio 2012 06:25

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