Lucio Dalla: canzoni d’amore del cantautore bolognese [VIDEO]

Lucio Dalla: canzoni d’amore del cantautore bolognese [VIDEO]

Lucio Dalla

La canzoni d’amore di Lucio Dalla non sono mai state banali, come del resto qualsiasi altro brano del compianto cantautore bolognese venuto a mancare due anni fa e che il 4 marzo 2014, avrebbe compiuto 71 anni.
Alla radio sentiamo spesso stucchevoli canzoni d’amore che si reggono unicamente su rime dolciastre, facili da ricordare ma profonde come una pozzanghera di strada. Lucio Dalla non era così: sia da interprete che da autore, ha sempre saputo trattare con estrema eleganza un sentimento tanto puro, individuando di volta in volta le liriche adatte per magnificare gli attimi più intensi ed emozionanti della vita. Tra l’altro Lucio era molto legato alle sue canzoni d’amore, nonostante non fossero – in massima parte – tra quelle che lo hanno portato alla popolarità, al punto da averle per ben due volte raccolte in altrettanto specifiche compilation: ‘Le canzoni d’amore’ (2000) e ‘Questo è amore’ (2011), per cui aveva inciso un’interessante duetto con Marco Mengoni in ‘Meri Luis’.

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Il cielo (1967)

Ultraquarantennale successo di Lucio Dalla, risalente ai tempi con Gli Idoli. Questa versione è tratta da una simpatica partecipazione di Dalla al film comico ‘Franco, Ciccio e le vedove allegre’.

Occhi di ragazza (1970)

Famosissimo brano portato al successo da Gianni Morandi ma scritto proprio da Lucio Dalla. Quella che possiamo ascoltare qui sopra è proprio la versione originale cantata dall’autore.

Sylvie (1970)

Canzone tratta da ‘Terra di Gaibola’, il secondo album della carriera solista di Lucio Dalla, ed uscita anche in versione 45 giri, riscuotendo all’epoca un buon successo di vendite.

Il mio fiore nero (1970)

Anche questa canzone d’amore di Lucio Dalla fa parte di ‘Terra di Gaibola’ del 1970. L’anno successivo fu cantata anche da Patty Pravo per il suo album ‘Bravo Pravo’.

Per due innamorati (1971)

Bellissima canzone d’amore di Lucio Dalla contenuta nel terzo album della carriera dell’artista bolognese, ‘Storie di casa mia’.

Anna bell’Anna (1974)

Il tema del tradimento sviluppato a modo suo da Lucio Dalla in questa struggente ‘Anna bell’Anna’, uscita come singolo nel 1974. Il testo è della poetessa Paola Pallottino.

Tu parlavi una lingua meravigliosa (1975)

In un album pregno di tematiche sociali come ‘Anidride solforosa’, Lucio Dalla trova tempo e modo di inserire anche ‘Tu parlavi una lingua meravigliosa’, una delle canzoni d’amore più belle nate dalla collaborazione con Roberto Roversi.

Quale allegria (1977)

Lucio Dalla canta malinconicamente di un amore perduto: ‘Quale allegria, se non riesco neanche più a immaginarti, senza sapere se strisciare se volare, insomma, non so più dove cercarti…‘.

Anna e Marco (1979)

Non ci sono innamorati che non abbiano pianto (di felicità, of course) almeno una volta sulle parole di ‘Anna e Marco’. Uno dei brani simbolo della musica leggera italiana.

Stella di mare (1979)

Mi piace tanto poterti toccare o stare fermo e sentirti respirare. Dormi già pelle bianca, come sarà la mia faccia stanca. Provo a girare il mio cuscino, è una scusa per venirti più vicino‘… Strofa che la dice tutta sulla bellezza di questa canzone d’amore di Lucio Dalla.

Mambo (1980)

L’ennesimo capolavoro partorito dalla finissima penna del Lucio Dalla più ispirato di sempre, quello a cavallo tra gli anni ’70 e ’80. E’ uno dei brani dell’album ‘Dalla’, uscito nel 1980.

Cara (1980)

Come giustamente recita Wikipedia, ‘Cara’ è una di quelle canzoni che sono entrate a pieno titolo nella cultura musicale italiana dell’ultimo scorcio del 20° secolo.

Meri Luis (2011) feat. Marco Mengoni

Inizialmente scritta nel 1980 per l’album ‘Dalla’, è stata ripubblicata nel 2011 in una nuova versione con Marco Mengoni ed inserita nella compilation ‘Questo è amore’.

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Mar 04/03/2014 da

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Ravecca Massimo 9 marzo 2014 10:31

Ciò che unisce i geni è la ricorsività. Il moltiplicarsi dell’immagine di un oggetto posto tra due specchi piani paralleli è una tipica situazione ricorsiva. Effetto ottico che i geni, in vari modi, ricreano nelle loro opere. Situazione propizia dal punto di vista intellettuale ma pericolosa dal punto di vista psicologico. L’artista genio e un po’ folle Lucio Dalla, (Roversi ricordava le sue “pazzie”, un po’ come il Vasari ricordava quelle di Leonardo da Vinci), rientrava in tal genere. Ad esempio il suo videoclip della canzone Ciao, inizia con un’inquadratura su una spiaggia in cui l’artista e due suoi amici suonano e cantano la canzone, ampliando l’immagine si scopre essere una battigia costruita su un bastimento che solca i mari del mondo, riprendendo i temi della canzone. Cfr. Ebook (amazon) di Ravecca Massimo. “Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo”. Grazie.

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