La biografia di Vasco Rossi è in libreria: ecco La versione di Vasco

Tutto di Vasco Rossi raccontato da… Vasco Rossi. È da oggi in libreria “La versione di Vasco“, la biografia del rocker. Il cantante racconta trent’anni di musica e pensieri. Al centro del libro non solo le sue canzoni ma anche la sua filosofia di vita, spesso nell’occhio del ciclone per essere controcorrente. I suoi pensieri sulla droga, che in estate hanno provocato polemiche, sono ribaditi tra le pagine del libro.
Vasco distingue tra droghe leggere e pesanti. “Non tutte le droghe fanno male. Quelle leggere… ma l’eroina no. Le pere no. Quelle sono tremende. La soluzione ci sarebbe: liberalizzare le droghe leggere. Quelle pesanti metterle in farmacia. Se un giorno scopro mio figlio stroncato da una pera sporca allora sì che prendo il mitra davvero e vado a cercare tutti quei politicanti che hanno reso possibile questo schifo. Che continuano a proibire e così proteggono gli interessi della mafia”.
Ancora si arrabbia se pensa che “Vita spericolata” da molti fu considerata un inno alla droga: “Non volevo certo (e non avrei mai voluto) che tutto ciò venisse inteso come drogarsi o finire schiavi delle dipendenze. Questa è una delle fantasie più perverse che la stampa nazionale abbia potuto partorire. Non si trattava neppure di permissivismo ma di una fuga dalla realtà, necessaria in un periodo storico come quello (yuppies, paninari, arrivismo, corruzione, soldi facili e craxismo”.
Il rocker spiega da dove è nata la sua rabbia che lo accompagna dall’inizio della sua carriera: dalla morte del padre Giovanni, quando aveva 26 anni: “Mi ha insegnato l’onestà senza compromessi e la tolleranza assoluta verso chi non la pensa come te (…) La sua scomparsa fu la molla che mi scatenò dentro questa rabbia che ancora non riesco a domare, questo carattere ribelle”.
E poi ci sono aneddoti sulla nascita di canzoni come “Albachiara” e “Una canzone per te“, ispirate a una ragazzina, e “Siamo solo noi“, nata dopo un incidente di un amico. Racconta che ai primi concerti, quando non sapeva che un giorno avrebbe avuto migliaia di adoratori, il pubblico gli tirava pallette di carta. Poi è diventato Vasco Rossi che, piaccia o no, è fatto così.
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Gio 24/11/2011 da Francesco Minardi






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