Intervista a Simone Cristicchi: ecco il suo Grand Hotel

Lunedì, 22 Marzo 2010.
intervista a simone cristicchi

Un Grand Hotel altro non è che un luogo dove si alternano storie, personaggi, emozioni, sentimenti. E Simone Cristicchi nel suo Grand Hotel ci ha fatto entrare dei personaggi di grande spessore che insieme a lui ci accompagnano attraverso temi importanti affrontati con grande semplicità. Abbiamo incontrato Simone negli uffici della Sony a Milano e ci ha raccontato il suo ultimo lavoro ma non solo. Con lui abbiamo parlato di Carla Bruni, ovviamente, e di discografia “malata”. Una piacevole chiacchierata con un riservato Simone che si concede con grande umiltà e un pizzico di sana timidezza.



Come nasce il tuo ultimo album “Grand Hotel”?

“E’ nato dentro le camere d’albergo. Luoghi non luoghi che non hanno identità. Siamo noi, tirando fuori dalla valigia le nostre “cose” a dare loro una personalità. Negli ultimi tre anni sono passato da una camera all’altra e ho dato forma a dei personaggi che sono poi diventati i protagonisti delle canzoni incluse nel cd. Questo è l’album che mi assomiglia di più, il più personale. In quelli precedenti non veniva fuori il mio essere, qui si” 
 

E chi sono questi personaggi che alloggiano nel tuo Grand Hotel?
“Sono personaggi molto diversi tra loro che mi aiutano ad affrontare temi importanti. Per esempio c’è il pesce amareggiato della seconda traccia che parla dell’inquinamento di cui è preoccupatissimo. Ci sono i bambini di Tombino, l’unico brano non scritto da me ma da Gabriele Ortenzi che racconta dei bambini di Bucarest e c’è l’anziano de “L’ultimo valzer”. Questa è la mia canzone preferita e parla dell’amore della terza età che nasce in una casa di riposo. Ho voluto anche ricordare Luca Flores, grande e semi-sconosciuto pianista jazz morto suicida. Il brano si intitola “Quattro minuti e 28 secondi”, la durata del suo ultimo pezzo “Ladder - How far can you fly?”. “Meteore”, per esempio è dedicato alle giovani vittime inconsapevoli e non dei talent show, quelli che vivono di illusioni istantanee e poi diventano meteore. Infine “La vita all’incontrario” è un omaggio al grande Woody Allen.” 
 

Ma parli anche di tuo figlio….

“Si, “Insegnami” è una dolce ninna nanna per mio figlio Tommaso. Tutti gli artisti fanno una canzone per il proprio figlio, no? (ride, n.d.r.)E’ una canzone molto intima.” 
 

Parliamo invece di “Genova Brucia”…
“E’ l’episodio più spiazzante del disco. Il brano racconta l’evento del G8 di Genova dal punto di vista del cellerino, una cosa mai fatta. In realtà doveva uscire nel 2002 ma il testo era troppo forte e la casa discografica ha preferito non farla uscire cosi a ridosso degli eventi” 
 

E poi c’è “Meno Male”, il brano sanremese accompagnato da tante polemiche. Un brano profetico visto che Carla e Sarkozy sono ai ferri corti. Insomma, nel momento di elezioni si parla più del gossip francese che di politica….

“Questa canzone l’ho scritta dopo aver letto il libro di Travaglio sulla disinformazione. Profetica? Forse si… sicuramente ha generato una serie di false notizie che non hanno fatto altro che confermare quanto canto nel brano. A Sanremo si diceva che la premiere dame avesse rinunciato all’Ariston per colpa mia…e non era vero. Io mi sono divertito su questa cosa e ho diffuso in giro la voce che fosse colpa mia per qualunque cosa….” 
 

Nei tuoi brani affronti temi sempre molto importanti con testi molto semplici e ritornelli che restano in testa. E’ una tattica?
“E’ una chiave che funziona, più che una tattica. Se scrivo un ritornello di facile ascolto posso dire quello che voglio e far passare anche dei messaggi importanti. Se tengo a una canzone la scrivo cosi. Se no il rischio del brano impegnato è che non venga ascoltato. Ma io non mi sono inventato nulla, ho imparato dai grandi della musica italiana come Fabrizio De André che con l’apparente leggerezza di “Don Rafaè” parlava della mafia e di Raffaele Cutolo” 
 

Hai definito il mondo discografico un malato di “ernia al disco”. Cosa intendi e come il tuo “Grand Hotel” risponde?

“La discografia è vittima del download illegale, soprattutto negli ultimi anni. I miei dischi soffrono di questo anche perchè sono dei diesel: non arrivano mai primi in classifica ma lentamente arrivano a molte persone. Io punto molto sui live che sono le occasioni in cui posso sentirmi libero. E’ il mio modo per costruirmi un’identità. Ho scoperto, per esempio, che c’è gente che viene a vedere i miei spettacoli senza aver comprato il cd. E’ molto bello questo, secondo me. E’ il mio modo di rispondere a questo mondo discografico malato. Il mio antidoto è di proporre sempre qualcosa di differente. Generare curiosità, porsi delle sfide e negli anni il pubblico ti segue”. 
 

A proposito di live, presto sarai in tour, ci racconti qualcosa?
“Partiamo ad aprile e gireremo nei teatri italiani. Quest’anno faccio un esperimento importante coinvolgendo gli Gnu Quartet, quartetto di musicisti classici, con cui farò tutte le tappe. Le mie canzoni si spogliano di tutti gli orpelli. La scaletta sarà costituita a blocchi tematici come una stanza. Ognuno avrà i propri personaggi e le proprie storie che sono quelli delle mie canzoni. Ogni blocco avrà diversi abiti, scenografia e atmosfera. Sarà uno spettacolo diverso dal solito.” 
 

Foto in homepage di Angelo Trani.

0 votes, average: 0 out of 50 votes, average: 0 out of 50 votes, average: 0 out of 50 votes, average: 0 out of 50 votes, average: 0 out of 5 (0 Voti, media: 0 di 5)
XVota anche tu! Registrati o effettua il Login

Foto Correlate

Articoli Correlati

Aggiungi il tuo commento

Registrati nella community di Music Room per accedere a tutti i blogs di Nanopress con un unico nickname e avatar. Inoltre potrai segnalare notizie, scrivere articoli e mantenere lo storico nella tua pagina personale.
Se sei già registrato effettua il Login

Oppure collegati con Facebook

Ricorda i miei dati per la prossima volta

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Codice di controllo

Chiudi
Invia per E-Mail