Francesco De Gregori: “Pezzi di vetro”, il testo
Dopo l’avventura sanremese, oggi ricomincia il nostro viaggio all’interno della musica italiana. Quella che vi propongo oggi è una canzone di un bravissimo cantautore che risponde al nome di Francesco De Gregori. I suoi brani sono sempre poesia e non a caso è uno dei cantanti che più apprezzo. La canzone si intitola “Pezzi di vetro” ed è stata pubblicata nel 1975 all’interno del disco “Rimmel” che conteneva tra l’altro anche l’omonima “Rimmel”, “Quattro cani” e “Pablo”, scritta insieme a Lucio Dalla.
Ecco il testo di “Pezzi di vetro” di Francesco De Gregori:
L’uomo che cammina sui pezzi di vetro
dicono ha due anime e un sesso di ramo duro in cuore
e una luna e dei fuochi alle spalle mentre balla e balla,
sotto l’angolo retto di una stella.
Niente a che vedere col circo,
nè acrobati nè mangiatori di fuoco,
piuttosto un santo a piedi nudi,
quando vedi che non si taglia, già lo sai.
Ti potresti innamorare di lui,
forse sei già innamorata di lui,
cosa importa se ha vent’anni
e nelle pieghe della mano,
una linea che gira e lui risponde serio
“è mia”; sottindente la vita.
E la fine del discorso la conosci già,
era acqua corrente un pò di tempo fà che ora si è fermata qua.
Non conosce paura l’uomo che salta
e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride e sorride,
perchè ferirsi non è impossibile,
morire meno che mai e poi mai.
Insieme visitata è la notte che dicono ha due anime
e un letto e un tetto di capanna utile e dolce
come ombrello teso tra la terra e il cielo.
Lui ti offre la sua ultima carta,
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire,
quando dice “È quattro giorni che ti amo,
ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito”.
E non hai capito ancora come mai,
mi hai lasciato in un minuto tutto quel che hai.
Però stai bene dove stai. Però stai bene dove stai.











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