Afterhours: ecco perchè Sanremo

Gli Afterhours andranno al Festival di Sanremo 2009. Questa notizia è piaciuta ad alcuni perchè ha segnato un passo verso i giovani da parte della kermesse. Ma i fans della band non l’hanno presa molto bene. Ed ecco perchè Manuel Agnelli & Company hanno deciso di spiegarsi.
Qualcuno ha parlato addirittura di tradimento quando ha saputo che gli Afterhours sarebbero saliti sul palco dell’Ariston per il prossimo Festival di Sanremo. Manuel Agnelli e i suoi compagni hanno deciso di dare una spiegazione a questa loro scelta e lo fanno con estrema intelligenza.
Non ritengono di essere vittime di una “svendita” al sistema commerciale ma piuttosto interpretano questa occasione come un modo per rilanciare e dare visibilità e forza alla musica “alternativa” che spesso viene lasciata fuori da logiche più commerciali.
La band porterà a Sanremo il brano “Il Paese è reale” che sarà anche il titolo di un album molto particolare. Il cd conterrà altri 18 inèditi di artisti scelti da Manuel Agnelli, a rappresentare quella nuova musica italiana che produce spesso le cose più innovative e interessanti, ma che ha difficoltà a trovare spazi promozionali adeguati.
“Non la considero una compilation ma un vero disco collettivo” ha dichiarato Manuel durante la conferenza stampa di ieri a Roma. La tracklist vede nomi come Roberto Angelini, Beatrice Antolini, A Toys Orchestra, Cesare Basile, Paolo Benvegnù, Calibro 35, Dente, Disco Drive, Marco Iacampo, Mariposa, Marta sui Tubi, Marco Parente, Reverendo, Settlefish, Teatro degli Orrori, Amerigo Verardi e Marco Ancona, Zen Circus, Zu. Prodotto da Casasonica, l’album sarà distribuito in esclusiva dalla rete delle librerie FNAC al prezzo di 9,90 € dal 25 febbraio. Se volete prenotarlo potete andare sul sito www.fnac.it.
“Noi ci sentiamo parte di un mondo diverso da quello che generalmente viene rappresentato al festival e abbiamo pensato di sfruttare l’occasione per mostrarlo a chi non lo conosce” dichiara Agnelli che poi definisce il brano sanremese come “un pezzo energico, che parla dell’isolamento di chi vorrebbe un Paese diverso. Non è una canzone da primo ascolto. Ma noi andiamo a Sanremo soprattutto per divertirci. Pensiamo di avere ormai le spalle abbastanza larghe per non aver paura del mondo reale e nemmeno di quel che la gente si aspetta da noi. Crediamo davvero che il modo migliore per esprimere rispetto al nostro pubblico sia quello di non farci condizionare dalle aspettative”.










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